domenica 19 settembre 2010

Quella sottile dittatura

Elena Mirò non farà parte della settimana della Moda programmata per questo settembre nella solita città milanese. Da sempre questa famosa marca di abbigliamento è dedita a tenere in considerazione le donne morbide, quelle con taglie forti.
Le sfilate del marchio di Elena Mirò cercano di esaltare le forme, mostrare con entusiasmo curve decise con l’intento di aumentare l’autostima delle vere donne e combattere l’anoressia.
“Sfileremo lo stesso con l’orgoglio e la voglia di fare che ci contraddistinguono e non vogliamo fare polemiche – racconta Mauro Davico, portavoce ufficiale del gruppo Miroglio, di cui Elena Mirò fa parte – certo, non è un bellissimo segnale. Negli ultimi anni pareva che il mondo della moda avesse sviluppato una certa attenzione per le donne vere, per la loro vita e per le loro esigenze in particolar modo. Questa esclusione è strana, un controsenso”.
Un controsenso vero e proprio a quanto sembra, soprattutto se si va a leggere il Manifesto Nazionale di autoregolazione della moda italiana contro l’anoressia, pensato ancora nel 2006 dal Ministro per le Politiche Giovanili, a quel tempo, Giovanna Melandri, e dalla Camera Nazionale della Moda Italiana: “Noi ci impegniamo a rivalutare un modello di bellezza sano, solare, generoso”.
Ma da settembre non sarà così, anche se risponde Mario Boselli, Presidente dell’associazione: “ E’ un tema che comunque ci sta sempre a cuore. Ma il discorso è più complesso. Le prossime sfilate saranno speciali – e continua – torneranno a durare 7 giorni (in seguito alla riduzione dell’ultima edizione, ora sarà dal 22 al 28 settembre) e a rappresentare il massimo dal punto di vista qualitativo con, per esempio, il ritorno tanto aspettato di Dolce & Gabbana. Non voglio dire che Mirò sia da meno, anzi! Purtroppo però la sua presenza non sarebbe coerente con la nuova filosofia della manifestazione, che metterà in mostra solo ed esclusivamente il top dei top”.
Eppure ogni 100 donne italiane, almeno 35 sono di taglia over 48. Speriamo che le taglie forti siano considerate out solo per quest’unica settimana di settembre a Milano!
(Articolo di Valentina Princic)

Nel 2006 il Ministro Melandri aveva promesso che nella lotta contro i disturbi alimentari il Governo si sarebbe impegnato “a rivalutare un modello di bellezza sano, solare, generoso”.
Sono passati quattro anni, i governi sono cambiati le teste "pensanti" sono diminuite, le promesse dimenticate ma le persone che soffrono di disturbi alimentari sono aumentate.
Le promesse dei nostri politici sono come le piogge primaverili: presto arrivate, presto scordate.
E' molto meglio discutere della vita privata di Balotelli, di come assicurarsi voti per le prossime elezioni, di qwuanti partecipanti ci sono stati alle varie feste dei partiti, delle molte e fantasiose riforme scolastiche che non riformano niente ma fanno "girare" le fantastiche scatole di studenti e insegnanti (che hanno ragione) piuttosto che occuparsi della salute dei nostri adolescenti.
L'anoressia una volta era appannaggio delle ragazze, negli ultimi tempi molti ragazzi ne sono diventate vittime. Anoressia e bulimia sono in Italia la prima causa di morte per malattia tra le giovani tra i 12 e i 25 anni. E si parla di circa più di 200 mila donne e uomini.
A poco serve il gran parlare di educazione alimentare se poi i modelli proposti sono degli scheletri che camminano, le case di moda devono smetterla di proporre modelli lontanissimi dalla realtà, la vendita di un vestito in più non vale la vita di una persona.
Le foto che seguono servono a dimostrare che magro non sempre significa bello e sano.
 
 


 








1 commento:

  1. Ho letto tutto l'articolo e devo dire che sono d'accordo non sempre magro vuol dire bello, nelle foto si vede l'esagerazione di un modello sbagliato in tutti i sensi ! Pareva che il mondo della moda avesse capito che le donne non sono scheletri da far sfliare ma sono curve e cervello e in una modella ci devono essere questi due parametri ! Conludo incitando tutte le ragazze e anche i ragazzi a MANGIARE ( come mi dice sempre la mia "dottoressa" ) preferisco morire avendo mangiato un bel piatto di pasta al forno che avendo rimesso tutto anche la mia anima nel cesso di casa per aver puara di non entrare in uno stupidissimo vestito griffato !!

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